EDITORIALEC’è sempre più sole nel nostro futuro
Aldo Meneghelli, Amministratore Delegato Sharp Italia
Il mercato del fotovoltaico, un settore che ci vede presenti da 50 anni e che possiamo dire di aver contribuito a sviluppare, sta entrando nella sua fase matura. In tutto il mondo, la quantità degli impianti grandi e piccoli realizzati e collegati in rete cresce a un ritmo serrato con incrementi che, in alcuni paesi come Spagna e Italia, si avvicinano al 300%. Il nostro Paese si piazza al terzo posto nel mondo, dietro Spagna e Germania, per potenza fotovoltaica istallata nel 2008, precedendo Corea e Giappone. Da quanto rilevato dal Gse all’inizio di aprile, infatti, nel 2008 sono stati realizzati 24mila impianti per una potenza complessiva di 338 MW. Un trend in grande crescita, se si pensa che in questo scorcio del 2009 sono state collegate circa 8mila nuove installazioni e nel solo mese di gennaio sono state inoltrate richieste per una potenza complessiva superiore a 40 MW. Di questo passo, il Gestore Servizi Elettrici stima che si raggiungeranno a fine anno i 900 MW installati con oltre 70mila impianti in esercizio. Parlando di valore, secondo il Gifi nel 2008 il giro d’affari è stato di oltre 700 milioni di euro con oltre 2.200 addetti. Anche in questo caso, un trend in crescita, se si considera che nel 2005 il fatturato dell’industria fotovoltaica superava di poco i 60 milioni di euro con oltre 360 addetti. Molto di questo grande sviluppo lo dobbiamo agli incentivi del Conto Energia, in un Paese che è anche naturalmente favorito dal forte irraggiamento. Vi sono poi aspetti che giocano a sfavore: la complessità di un sistema amministrativo dove ogni regione può stabilire le sue regole e alcune normative di recente introduzione, come quella che stabilisce che gli impianti fotovoltaici debbano pagare l’Ici, riducendo i benefici effetti del Conto Energia.
A fronte di questa situazione comunque molto positiva e in continuo divenire, Sharp sta sviluppando da qualche anno una strategia finalizzata a svolgere un ruolo di primo piano anche sul mercato nazionale.
A livello mondiale, abbiamo innanzitutto aumentato la nostra capacità produttiva che supera ora i 700 MW l’anno, come pure la produzione effettiva, che nel 2008 ha raggiunto i 500 MW. Questo è stato possibile anche grazie alla maggiore disponibilità di silicio, fino a poco tempo fa assai scarso. Per ovviare a tali problemi, abbiamo stipulato particolari accordi di fornitura e messo in funzione linee di produzione che ci permettono di trattare una quantità maggiore di materia prima. Di questi 500 MW, 160 sono prodotti con pannelli a film sottile, il cosiddetto “thinfilm a doppia giunzione”. Disponiamo, infatti, di una gamma completa di prodotti che vanno dal policristallino, al monocristallino fino alla novità del film sottile a doppia giunzione, costituito da uno strato di amorfo e da uno di cristallino che gli consentono di produrre una quantità maggiore di energia nell’arco della giornata. Non dimentichiamo, poi, che stiamo ultimando il grande impianto di Sakai che, con una produzione di 1.000 MW di pannelli l’anno, diventerà la più grande unità produttiva del mondo per il fotovoltaico. Inoltre, occorre ricordare l’accordo stipulato con Enel che prevede la realizzazione in Italia di un impianto industriale per la produzione di pannelli basati sulla tecnologia Sharp a film sottile a tripla giunzione e l’installazione di nuovi campi fotovoltaici per un totale di 189 MW. Installazioni in grado di produrre a regime 220 GWh di energia ogni anno, capaci di soddisfare 81.500 famiglie e di evitare emissioni di CO² pari a circa 110mila tonnellate l’anno.
Un’ultima annotazione a proposito del Conto Energia. I finanziamenti hanno unlimite di tempo (20 anni) e di potenza installata (1.200 MW). Con il raggiungimentodi tale obiettivo - e con questo ritmo è probabile che ciò succeda nell’arcodi 2 o 3 anni - dovrebbe chiudersi questa prima fase di applicazione degli incentivi.Questo non esclude che esso possa essere rinnovato con tariffe diverse. Ovviamentetutti noi ce lo auguriamo, auspicando che in questa prima fase vi siano menoostacoli burocratici possibili. Nel frattempo si dovrebbe arrivare alla cosiddettagrid parity, quando cioè il costo del KWh prodotto da energia fotovoltaica saràpari a quello del KWh prodotto con le fonti tradizionali. Noi di Sharp stiamolavorando per ridurre il costo dei pannelli fotovoltaici, che incide per il 50/60%sul costo complessivo degli impianti, e migliorarne le prestazioni. In questosenso, abbiamo una grande responsabilità e la concreta possibilità di raggiungereal più presto la grid parity. Puntiamo molto sul filmsottile proprio perché ci permetterà di abbassare i costi pur avendo pannelli con un rendimento analogo a quello dei pannelli tradizionali. Su questi presupposti, prevedo che la grid parity possa essere raggiunta intorno al 2010.