Il futuro a portata di mano: centrali solari in orbita
Centrali solari in orbita. Biocarburanti estratti dalle alghe marine. Batterie per auto elettriche con 600 km di autonomia capaci di immagazzinare anche l’energia del vento. Anidride carbonica trasformata in metallo per essere catturata e sepolta in miniere di carbone. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal queste innovazioni cambieranno il mondo, riducendo l’inquinamento e salvando il pianeta dal cambiamento climatico. Non solo, saranno il motore di un nuovo ciclo di sviluppo economico sostenibile generando milioni di posti di lavoro nelle attività “verdi”.
Per il momento, nessuna di queste tecnologie è disponibile a prezzi competitivi con le attuali tecnologie di produzione energetica. Perché vincano la corsa contro il tempo dovranno ricevere il sostegno dei governi e del settore privato, ma non è una scommessa impossibile: in molti paesi la ricerca scientifica e la sperimentazione sono ormai a un passo dal successo.
In particolare, la prima di queste soluzioni realizzerà un sogno che gli scienziati accarezzano da trent’anni: sfruttare l’energia del Sole laddove essa è molto più abbondante non essendo “schermata” dall’atmosfera terrestre. Tra qualche decennio potrebbe la fine della nostra dipendenza dai carburanti fossili. In concreto, si tratta di mettere in orbita geostazionaria - a circa 30.000 Km di altitudine – dei satelliti trasformati in centrali solari. I loro pannelli fotovoltaici trasformeranno la luce in elettricità. Poi li trasmetteranno sulla terra sotto forma di onde di energia, con una tecnica non molto dissimile da quella usata dai forni a micro-onde, senza pericoli per la sicurezza e per la salute. Il costo maggiore è rappresentato dalla messa in orbita delle centrali, ma si sta riducendo rapidamente. In una mezza dozzina di paesi – conclude l’inchiesta – governi e imprese sono alleati in questa nuova corsa alla conquista dell’energia nello spazio e le prime centrali solari potrebbero essere operative nell’arco di una decina d’anni.